Preservazione del Patrimonio
Recupero di manufatti rubati a Damasco
Nel settembre 2025, la Fondazione Mosaico Siriano ha contribuito al recupero di rari manufatti del patrimonio ebraico nel quartiere storico Shaghour di Damasco — una pietra miliare nella missione della Fondazione di proteggere il diversificato patrimonio culturale della Siria.
La Scoperta
Nel settembre 2025, durante il lavoro di documentazione del patrimonio a Damasco, gli operativi della Fondazione hanno ricevuto una segnalazione su manufatti religiosi saccheggiati in circolazione nel quartiere Shaghour — uno dei quartieri più antichi della città, storicamente sede di una vivace comunità ebraica.
Agendo rapidamente, il team della Fondazione ha localizzato e recuperato un set di pannelli dorati ornati che erano stati rimossi dall'interno di una sinagoga. I manufatti, entrati nel mercato nero nel caos seguito alla caduta del regime di Assad, rischiavano di essere venduti a collezionisti privati all'estero e persi per sempre per la Siria.
Il recupero sottolinea una minaccia crescente al patrimonio culturale della Siria. Dall'agitazione politica, i saccheggi di siti religiosi e archeologici sono aumentati in tutto il paese. L'UNESCO ha identificato oltre 10.000 siti archeologici vulnerabili in Siria, e i furti dal Museo Nazionale di Damasco e da altre istituzioni sono stati ampiamente documentati. Senza organizzazioni come la Fondazione che operano sul campo, innumerevoli manufatti insostituibili scomparirebbero in collezioni private, cancellando le prove tangibili della storia multiculturale millenaria della Siria.
I Manufatti
I pannelli recuperati sono esempi notevoli di arte religiosa ebraica damascena. Realizzati in metallo dorato con intricato lavoro di sbalzo, presentano diversi motivi significativi centrali nella tradizione ebraica:
- La Hamsa (Mano di Miriam) — un simbolo protettivo condiviso tra le tradizioni ebraica, cristiana e musulmana in Medio Oriente, che rappresenta le profonde radici interreligiose della cultura siriana.
- Le Tavole della Legge (Luchot) — rappresentano i Dieci Comandamenti, un elemento centrale nella decorazione delle sinagoghe.
- Iscrizioni Ebraiche — testi liturgici che collegano questi pannelli a secoli di culto ebraico a Damasco.
Damasco ospitava una delle più antiche comunità ebraiche del mondo, con una presenza che risale a oltre 2.000 anni fa. Al suo apice all'inizio del XX secolo, il quartiere ebraico ospitava decine di sinagoghe, scuole e istituzioni comunitarie.
Preservare Tutto il Patrimonio della Siria
La comunità ebraica di Damasco, una delle più antiche del mondo, ha lasciato un'impronta culturale straordinaria in tutta la città. Sinagoghe come la Sinagoga di Jobar — che secondo alcune tradizioni sarebbe stata fondata dal profeta Eliseo — rappresentavano testimonianze viventi di millenni di vita ebraica continua in Siria. Mentre gran parte della comunità emigrò nel XX secolo, il patrimonio fisico che lasciarono resta parte integrante dell'identità della Siria.
La Fondazione Mosaico Siriano lavora in tutte le comunità — musulmana, cristiana ed ebraica — per preservare l'intero spettro del patrimonio culturale della Siria. La presenza sul campo della Fondazione, mantenuta per oltre 18 mesi attraverso molteplici viaggi dal 2018, conferisce all'organizzazione un accesso e una fiducia unici all'interno delle reti locali, rendendo possibili recuperi come questo.
"Il patrimonio della Siria appartiene a tutta l'umanità. Quando recuperiamo un manufatto ebraico, proteggiamo una moschea o restauriamo una chiesa, stiamo preservando la storia condivisa di una civiltà che ha insegnato al mondo il significato della coesistenza."
Guardando Avanti
Il recupero di questi manufatti è un singolo capitolo in uno sforzo continuo. La Fondazione continua a lavorare con le comunità locali, i leader religiosi e le istituzioni culturali per identificare, mettere in sicurezza e preservare siti e oggetti del patrimonio in tutta la Siria. Mentre il paese naviga il suo futuro post-conflitto, la protezione del suo patrimonio multiculturale non è solo un imperativo culturale — è un fondamento per l'unità e la riconciliazione di cui la Siria ha bisogno.
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